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26 July il caldo provoca vistosi effetti collateraliieri stavo cercando di studiare, senza peraltro ottenere grandi risultati e mi è venuto in mente:
se i territori di un duca costituiscono un ducato, e quelli di un marchese formano un marchesato; i territori di un re, costituiscono reato?
non mandatemi a quel paese per favore. fa parte del rilassamente pre-exam!!
buone vacanze a tutti!! 04 June L'abitudineL'abitudine è la più infame delle malattie perchè ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L'abitudine è il più spietato dei veleni perchè entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.
PENSALA PURE COME VUOI, MA IO NON MI SONO ANCORA ABITUATO 23 March jasmine...il gesto genera il segno...
...il segno genera la lettera...
...la lettera genera il nome.
Il nome, infine, crea l'identità... 06 March NASTASSIAGregorij Alexeij Alexandrevic percorreva col cuore in tumulto il viale di betulle che portava al capanno del giardiniere. Su tutto aleggiava una luce dorata, intensa e gradevole che penetrava persino nell'ombra. Le tortore tubavano senza sosta, un fringuello spiccò il volo da un ramo di lillà verso una nuvola rosa, opalescente come la lampada che Gregorij aveva visto la sera prima sul tavolo di Nastassia Nicolaevna.
Nastassia! Al solo rievocarne il nome il cuore appassionato di Gregorij precipitava in un abisso ove beatitudine e angoscia erano avvinte, senza che una potesse lasciare l'altra, nella fatale estasi della caduta. Natassia! Gli sembrava di udire quel nome nello sciabordìo del fiume, nel respiro di ventaglio delle chiome dei tigli, nel canto appassionato del cùculo. Nastassia, egli ripetè a bassa voce, trattenendo sulle labbra ogni sillaba di quel nome, degustandola come l'elisir che avrebbe potuto dare la vita, o toglierla. Nastassia! Cuore mio, non fuggirmi dal petto! Il capanno del giardiniere era coperto da un manto di edera rossa che riluceva nel tramonto con sfumature di fiamma e rubino. Mojka, la cavallina di Nastassia brucava pigramente, ancora sudata per la corsa. Lei dunque c'era! Era venuta! Cuore, un attimo ancora, intimò Gregorij Alexandrevic, avvicinandosi al capanno. La mano del giovane aprì lentamente la porta, che cigolò con discrezione, quasi a dimostrare che anch'essa conosceva la segretezza di quell'incontro. Nastassia Nicolaevna sedeva su un ceppo di ciliegio. La veste bianca brillava nella semioscurità come un esotico fiore misterioso, e i piedini ondeggiavano come due uccellini nervosi. Nastassia sorrise al giovane e con un gesto irresistibile, scostò dalla bianchissima fronte una ciocca dei capelli ricci. Gli occhi celesti brillarono di una luce seducente. Dio, com'era bella! Pensò Gregorij Alexandrevic, avvicinandosi, e ammirandone, come se fosse la prima volta, il delicato ovale, il disegno sensuale della bocca, la quieta pienezza delle spalle candide. E quei piedini inquieti, quelle caviglie da angioletto d'alabastro! O cuore mio! «Volete dunque la mia risposta?» disse Nastassia abbassando gli occhi. Cuore, resisti, pensò Gregorij Alexandrevic, nell'udire quella voce, quella voce che sapeva leggere i più delicati versi di Puskin come domare gli scarti dei cavalli e le bizze della servitù. «Ebbene la mia risposta...» disse Nastassia. E tacque a lungo. Cuore, resisti! Quanta grazia e pudore, pensò Gregorij, in questa donna che non vuole forse ferirmi con un rifiuto, o forse ha un ultimo momento di naturale timidezza nel pronunciare le parole che la porteranno lontano dal luogo ove è nata, dal luogo che ha illuminato con la sua incomparabile bellezza. «La mia risposta è sì» disse Nastassia tutto d'un fiato. «Gregorij Alexandrevic, verrò con voi a Pietroburgo e sarò vostra moglie.» «Nastassia! Nastassia!» sospirò Gregorij Alexandrevic e non aggiunse altro. Stramazzò tra l'edera crepitante e il soffice muschio, fece appena in tempo a vedere i piedini di Nastassia che si avvicinavano allarmati, poi più nulla. Il cuore appassionato di Gregorij Alexandrevic non aveva resistito. Grazie signor Benni di aver creato questo capolavoro. Questo piccolo gioiello.
E grazie Cate, in un tempo ormai remoto che forse non è mai esistito, di avermelo fatto scoprire. 02 March interventolo so che arrivo in ritardo con questa riflessione, ma abbiate pazienza.
L'altro giorno stavo andando a scuola e ho notato un manifesto della stagione teatrale genovese che pubblicizzava "L'importanza di chiamarsi Ernesto."
Ora io mi chiedo: in Italia abbiamo la tendenza a tradurre tutto, dai films ai nomi propri di persona e ci riusciamo anche egregiamente, e allora perchè con quest'opera nessuno si è mai sforzato a trovare un nome proprio di persona più adatto a rendere comprensibile il sottile gioco di parole?
Abbiamo un nome così chiaro in Italia che potrebbe essere usato all'occorrenza, senza far vergognare nessuno. Questo nome è Franco. Se una persona è franca, vuol dire che è sincera, magari non proprio onesta, ma per estensione di significato si può supporre che sia anche così.
Perciò, qualcuno mi sa spiegare perchè mai su un manifesto teatrale si sia trovato il titolo "L'importanza di essere FRANCO"?
Secondo me sarebbe una forma più appropriata. Ma è solo un'opinione che mi sono fatto, arrivando con l'ultimo treno.
ciao a tutti.
21 February uno sfogo, un grido di dolorema che se ne vadano tutti a espletare le proprie funzioni fisiologiche nelle rispettive abitazioni, piuttosto che insozzare le rispettose sale della politica italiana dove sedettero illustri personaggi e dove si scrissero importanti pagine della nostra storia!!!!!
avete guadagnato a sufficienza, siete ormai ad un passo dalla pensione e siete tutti vecchi brontoloni arteriosclerotici. non siete capaci nemmeno di fare i vostri interessi, non avete idee, siete divisi su tutto e nemmeno con l'oratoria e la dialettica sapete trovare un punto di accordo. lasciate spazio ha chi ha veramente voglia di non far andare alla malora questo paese.
grazie per l'attenzione. 01 February scuse ufficialichiedo scusa per l'e-mail che involontariamente credo di aver spedito ad ognuno dei miei affezionati lettori e a qualcuno in più.
lo spam è uno dei mali del web e questa volta mi sono imbattuto io in questo tipo di volgarità.
non credo che contenga viruses, in quanto il mio pc funziona ancora.
con questo intervento mi scuso ancora con voi.
A presto a tutti
ciaoooooooo 29 September il mio co-stanzinoJeri sera torna a casa dal laboratorio (N.B.: è specializzando in microbiologia e si occupa dello studio delle COZZE) e mi racconta la sua giornata di lavoro che si riassume in questo episodio che potrebbe diventare una barzelletta. Anzi, è già diventata una barzelletta.
N.B.: Leggete il tutto con uno spiccato accento napoletano. Rende meglio l'idea.
"Oggi pomeriggio ero nello studio della Professoressa quando squillò il suo telefono. Risposi io, visto che lei non c'era, e dall'altro capo del telofono una voce sconosciuta
- Pronto, studio della Prof. XYZ?
- Si, ma in questo momento non c'è.
- Allora posso provare a chiedere a lei...Sa mica se posso parlare con un biologo marino?
Stupido dalla richiesta non conoscendo nessun biologo marino, gli chiesi se potesse attendere solo un momento per andare a chiedere informazioni a miei colleghi da più tempo in laboratorio.
Uscii dall'ufficio e trovai una mia collega
- Senti un po', c'è uno al telefono che mi chiede di poter parlare con un biologo marino. Sai chi devo chiamare?
Lei, allibita, strabuzzò gli occhi e mi disse:
- Gianni? Ma sei deficiente? IL BIOLOGO MARINO SEI TU!!!!
Il mondo mi crollò addosso. Rosso in viso per la vergogna ritornai al telefono riprendo la conversazione:
- Ehm...salve...il biologo marino sarei io...
Maronnnnna...Che figura che ho fatto. Io sapevo di essere Biologo, ma marino no. Solo perchè mi sono messo a studiare due cozze."
Grazie Gianni!!! Se tu non esistessi dovremmo inventarti!!! Mi raccomando non arrabbiarti 06 June news
A Belgirate (Verbania), sul lago Maggiore il Movimento nazionale socialista dei lavoratori Nsab-Mins, dichiaratamente neonazista, ha ottenuto, dopo il voto alle amministrative, ben quattro consiglieri: Osvaldo Carmellino, Alice Siragusa, Antonio Ferdinando Palillo e Massimo Torrioni. Sono stati sufficienti 23 voti (in paese hanno votato in 287) per conseguire un risultato che desta grande preoccupazione. Il Movimento, razzista e antisemita, si ispira all'ideologia di Hitler. Il suo leader afferma che l'Olocausto non si è mai verificato, che i campi di sterminio sono una leggenda nata dopo il 1948 e che le vittime ebree "sono solo presunte". Il sindaco uscente, Giorgio Pollini, si è riconfermato con il 92% dei voti. A lui Anne's Door ha inviato in omaggio una copia del saggio di Roberto Malini "Le 100 Anne Frank", con l'invito a leggerlo e soprattutto a consigliarne la lettura ai quattro neonazisti che siederanno nel suo consiglio. La dedica recita le seguenti parole: "Al comune di Belgirate e agli uomini che rappresentano in consiglio i cittadini di una zona funestata dall'Olocausto, il Verbano, dove, fra il 15 e il 23 settembre 1943 le SS arrossarono le acque del Lago Maggiore con il sangue di oltre 50 innocenti, assassinati perché ebrei. Nessuno, neanche chi è accecato dall'odio razziale, può cancellare anche uno solo dei milioni di nomi di martiri della Shoah. Roberto Malini". 09 May bye bye christosbene ragazzi...anche questa è fatta...finalmente siamo riusciti a scappare dal pazzo trovando una nuova sistemazione. 3 piani sotto praticamente... |
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