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23 October EnergencyLadies and gentlemen, I'm proud to announce you the creation of a new web site.
its name is
thanks marco 14 May coincidenze...?stasera mi sono messo a guardare IT, il film tratto dal libro di stephen king che parla del pagliaccio assassino e molto probabilmente tutti voi lo conoscerete avendolo già visto. io invece non lo conoscevo ancora, non essendo mio costume guardare questo genere di film; solo che interessava a mi padre e allora dopo averlo scaricato, ma non fatelo sapere in giro, ho iniziato a vederlo.
dopo un po' mi sono stufato, qualcuno potrebbe anche dire che avevo troppa paura...opinioni, e ho smesso. beh, era mezzanotte. e già è un fatto interessante. subito dopo mi sono alzato per andare a letto e uno dei quadernoni che avevo su una mensola ( tralaltro erano anni che era fermo nella stessa posizione) ha avuto un mancamento improvviso ed è finito a terra con gran fragore e fogli sparsi. ma vabbè, uno pensa a coincidenze, siamo forti e non ci lasciamo prendere dal panico. fattostà che mi avvicino al letto e sul comodino vicino alla sveglia chi ti trovo? un bel ragno paffuto e peloso (non è vero, era un povero ragnetto di campagna dalle lunghe zampe affusolate) che mi sorrideva...e mi dava anche la buonanotte. per concludere dovevo spostare un libro dal letto, voi vi chiederete cosa ci faceva un libro sul letto?.. e io soddisfo la vostra curiosità: essendo un volume che non viene quasi mai aperto, per via della sua noiosità, quando un lettore lo prende in mano questo gioiello della letteratura si affatica in maniera considerevole e allora deve andare a riposare un po'. cmq tornando alle coincidenze, lo apro su una pagina a caso e le prime parole che leggo sono satana e cristo. io non voglio dire niente...però alcune volte le coincidenze sono veramente inquietanti. e con questo mi congedo. buona notte miei cari p.s. : ieri sera, dopo che ho finito di scriverlo mi si è bloccato internet e non sono riuscito a pubblicarlo...altra coincidenza interessante 07 April RIALZATI ITALIASette anni fa, lo ricordo come fosse ieri, ti ammalasti di una grave malattia. La malattia perfida, subdola, letale ti ha colpita nel cuore e nel fisico. Il primo ti faceva credere di star bene, ti faceva sentire quasi ringiovanita e piena di forze, di nuove ambizioni e interessi; in realtà il tuo corpo si stava indebolendo ogni giorno di più, senza che tu te ne rendessi conto. Passarono cinque anni da quel triste giorno e alla fine eri costretta a rimanere a letto, quando andava bene, altrimenti ti accasciavi al suolo e vi rimanevi per giornate intere, al freddo alla calura insopportabile alla pioggia; non avevi nemmeno la forza di respirare, di bere un bicchiere d'acqua. e intanto iniziavi a renderti conto che forse qualcosa non andava per il verso giusto. Forse gli anticorpi erano riusciti a sintetizzare qualcosa che riuscisse a intaccare le pareti impenetrabili del tuo cuore. Due anni fa, infine, prendesti la più giusta risoluzione.
La medicina che hai dovuto prendere in questi ultimi due anni è stata amara, certo, ma fortunatamente non la tua sorte. Tu hai reagito, il tuo cuore ha ripreso a battere prima lentamente e poi sempre con maggiore vigore.
Ora sei in ginocchio, è vero, ma non per accasciarti a terra stremata, bensì per raccogliere tutte le tue energie di gigante, necessarie a rialzarti. Per questa ragione ti chiedo un ultimo sforzo: combatti questa battaglia per non ricadere nel male oscuro. Tu, che sei un Paese saggio con una tradizione millenaria di conoscenze e virtù, lo devi sconfiggere una volta per tutte. 08 November l'alba di una nuova eraFINALMENTE SE NE E' ANDATA!! Siamo riusciti ad allontanarla dopo mesi e mesi di clima irrespirabile e opprimente. Temevamo tutti il suo rientro, un'aura negativa che si spandeva tra tutti noi, sopra le nostre teste, dentro i nostri cuori.
Frasi maligne, comportamente oppressivi che si manifestavano solo nei confronti dei più deboli mentre, come capita in tutti questi casi, fenomeni di sudditanza e servilismo verso i più forti. Mai un contradditorio, mai una volta che esprimesse un'opinione formulata autonomamente. Sempre e sempre solamente quello che pensava si volesse sentir dire.
Salvo poi andare a malignare, a raccontare bugie, riportare fatti falsi e talmente inverosimili ai quali solo la sua povera mente malata poteva credere veri.
Che periodo strano. Nessuno di noi era più lo stesso. Nessuno che avesse più voglia di ridere o scherzare. Nessuno che volesse stare più in compagnia per paura di dover stare a contatto con la bestia nera; le porte si chiudevano appena la luce iniziava a scemare e i pasti nei giorni di festa, da allegri e spensierati si trasformavano in cupi e silenziosi.
La decadenza era arrivata al suo culmine. Una rivoluzione sarebbe iniziata a breve se non avesse deciso volontariamente di andarsene. Lei, portatrice di sventure e maledizioni con il suo fedele scarafaggio da compagnia. Che in realtà molti pensavano fosse il vero cervello della coppia.
Non c'è stato modo di guarire la sua persona. Dall'alto della sua superbia ti osservava con sguardo sprezzante, al quale avresti risposto volentieri con una capocciata al centro di quella faccia butterata. Se non ti avesse fatto schifo il semplice contatto. E l'unica cosa che sentiva e capiva era il suono della sua voce, troppo alto e metallico per essere vero, al quale lo sventurato passante doveva prestare per forza attenzione perchè si agganciava al tuo timpano e ti seguiva, seguiva, seguiva finchè non cadevi a terra esausto, sfinito, senza più energie per reagire al suo fiume di parole. E allora era l'oblio se qualcuno non accorreva in tuo soccorso e ti trascinava in un luogo sicuro, silenzioso, dove l'unico rumore era il tuo respiro irregolare.
Gli antichi sostenevano che ad una tirannia malvagia potesse sempre seguirne una peggiore. In parte avevano ragione, ma si arriverà sempre ad un limite inferiore dal quale risalire per iniziare una nuova era, più fiorente e vitale.
Lasciatemelo GRIDARE QUESTO ADDIO!!!!
dedicato a tutti i miei coinquilini che dopo il pazzo sanno cosa abbiamo vissuto. 26 July il caldo provoca vistosi effetti collateraliieri stavo cercando di studiare, senza peraltro ottenere grandi risultati e mi è venuto in mente:
se i territori di un duca costituiscono un ducato, e quelli di un marchese formano un marchesato; i territori di un re, costituiscono reato?
non mandatemi a quel paese per favore. fa parte del rilassamente pre-exam!!
buone vacanze a tutti!! 04 June L'abitudineL'abitudine è la più infame delle malattie perchè ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L'abitudine è il più spietato dei veleni perchè entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.
PENSALA PURE COME VUOI, MA IO NON MI SONO ANCORA ABITUATO 23 March jasmine...il gesto genera il segno...
...il segno genera la lettera...
...la lettera genera il nome.
Il nome, infine, crea l'identità... 06 March NASTASSIAGregorij Alexeij Alexandrevic percorreva col cuore in tumulto il viale di betulle che portava al capanno del giardiniere. Su tutto aleggiava una luce dorata, intensa e gradevole che penetrava persino nell'ombra. Le tortore tubavano senza sosta, un fringuello spiccò il volo da un ramo di lillà verso una nuvola rosa, opalescente come la lampada che Gregorij aveva visto la sera prima sul tavolo di Nastassia Nicolaevna.
Nastassia! Al solo rievocarne il nome il cuore appassionato di Gregorij precipitava in un abisso ove beatitudine e angoscia erano avvinte, senza che una potesse lasciare l'altra, nella fatale estasi della caduta. Natassia! Gli sembrava di udire quel nome nello sciabordìo del fiume, nel respiro di ventaglio delle chiome dei tigli, nel canto appassionato del cùculo. Nastassia, egli ripetè a bassa voce, trattenendo sulle labbra ogni sillaba di quel nome, degustandola come l'elisir che avrebbe potuto dare la vita, o toglierla. Nastassia! Cuore mio, non fuggirmi dal petto! Il capanno del giardiniere era coperto da un manto di edera rossa che riluceva nel tramonto con sfumature di fiamma e rubino. Mojka, la cavallina di Nastassia brucava pigramente, ancora sudata per la corsa. Lei dunque c'era! Era venuta! Cuore, un attimo ancora, intimò Gregorij Alexandrevic, avvicinandosi al capanno. La mano del giovane aprì lentamente la porta, che cigolò con discrezione, quasi a dimostrare che anch'essa conosceva la segretezza di quell'incontro. Nastassia Nicolaevna sedeva su un ceppo di ciliegio. La veste bianca brillava nella semioscurità come un esotico fiore misterioso, e i piedini ondeggiavano come due uccellini nervosi. Nastassia sorrise al giovane e con un gesto irresistibile, scostò dalla bianchissima fronte una ciocca dei capelli ricci. Gli occhi celesti brillarono di una luce seducente. Dio, com'era bella! Pensò Gregorij Alexandrevic, avvicinandosi, e ammirandone, come se fosse la prima volta, il delicato ovale, il disegno sensuale della bocca, la quieta pienezza delle spalle candide. E quei piedini inquieti, quelle caviglie da angioletto d'alabastro! O cuore mio! «Volete dunque la mia risposta?» disse Nastassia abbassando gli occhi. Cuore, resisti, pensò Gregorij Alexandrevic, nell'udire quella voce, quella voce che sapeva leggere i più delicati versi di Puskin come domare gli scarti dei cavalli e le bizze della servitù. «Ebbene la mia risposta...» disse Nastassia. E tacque a lungo. Cuore, resisti! Quanta grazia e pudore, pensò Gregorij, in questa donna che non vuole forse ferirmi con un rifiuto, o forse ha un ultimo momento di naturale timidezza nel pronunciare le parole che la porteranno lontano dal luogo ove è nata, dal luogo che ha illuminato con la sua incomparabile bellezza. «La mia risposta è sì» disse Nastassia tutto d'un fiato. «Gregorij Alexandrevic, verrò con voi a Pietroburgo e sarò vostra moglie.» «Nastassia! Nastassia!» sospirò Gregorij Alexandrevic e non aggiunse altro. Stramazzò tra l'edera crepitante e il soffice muschio, fece appena in tempo a vedere i piedini di Nastassia che si avvicinavano allarmati, poi più nulla. Il cuore appassionato di Gregorij Alexandrevic non aveva resistito. Grazie signor Benni di aver creato questo capolavoro. Questo piccolo gioiello.
E grazie Cate, in un tempo ormai remoto che forse non è mai esistito, di avermelo fatto scoprire. 02 March interventolo so che arrivo in ritardo con questa riflessione, ma abbiate pazienza.
L'altro giorno stavo andando a scuola e ho notato un manifesto della stagione teatrale genovese che pubblicizzava "L'importanza di chiamarsi Ernesto."
Ora io mi chiedo: in Italia abbiamo la tendenza a tradurre tutto, dai films ai nomi propri di persona e ci riusciamo anche egregiamente, e allora perchè con quest'opera nessuno si è mai sforzato a trovare un nome proprio di persona più adatto a rendere comprensibile il sottile gioco di parole?
Abbiamo un nome così chiaro in Italia che potrebbe essere usato all'occorrenza, senza far vergognare nessuno. Questo nome è Franco. Se una persona è franca, vuol dire che è sincera, magari non proprio onesta, ma per estensione di significato si può supporre che sia anche così.
Perciò, qualcuno mi sa spiegare perchè mai su un manifesto teatrale si sia trovato il titolo "L'importanza di essere FRANCO"?
Secondo me sarebbe una forma più appropriata. Ma è solo un'opinione che mi sono fatto, arrivando con l'ultimo treno.
ciao a tutti.
21 February uno sfogo, un grido di dolorema che se ne vadano tutti a espletare le proprie funzioni fisiologiche nelle rispettive abitazioni, piuttosto che insozzare le rispettose sale della politica italiana dove sedettero illustri personaggi e dove si scrissero importanti pagine della nostra storia!!!!!
avete guadagnato a sufficienza, siete ormai ad un passo dalla pensione e siete tutti vecchi brontoloni arteriosclerotici. non siete capaci nemmeno di fare i vostri interessi, non avete idee, siete divisi su tutto e nemmeno con l'oratoria e la dialettica sapete trovare un punto di accordo. lasciate spazio ha chi ha veramente voglia di non far andare alla malora questo paese.
grazie per l'attenzione. 01 February scuse ufficialichiedo scusa per l'e-mail che involontariamente credo di aver spedito ad ognuno dei miei affezionati lettori e a qualcuno in più.
lo spam è uno dei mali del web e questa volta mi sono imbattuto io in questo tipo di volgarità.
non credo che contenga viruses, in quanto il mio pc funziona ancora.
con questo intervento mi scuso ancora con voi.
A presto a tutti
ciaoooooooo 29 September il mio co-stanzinoJeri sera torna a casa dal laboratorio (N.B.: è specializzando in microbiologia e si occupa dello studio delle COZZE) e mi racconta la sua giornata di lavoro che si riassume in questo episodio che potrebbe diventare una barzelletta. Anzi, è già diventata una barzelletta.
N.B.: Leggete il tutto con uno spiccato accento napoletano. Rende meglio l'idea.
"Oggi pomeriggio ero nello studio della Professoressa quando squillò il suo telefono. Risposi io, visto che lei non c'era, e dall'altro capo del telofono una voce sconosciuta
- Pronto, studio della Prof. XYZ?
- Si, ma in questo momento non c'è.
- Allora posso provare a chiedere a lei...Sa mica se posso parlare con un biologo marino?
Stupido dalla richiesta non conoscendo nessun biologo marino, gli chiesi se potesse attendere solo un momento per andare a chiedere informazioni a miei colleghi da più tempo in laboratorio.
Uscii dall'ufficio e trovai una mia collega
- Senti un po', c'è uno al telefono che mi chiede di poter parlare con un biologo marino. Sai chi devo chiamare?
Lei, allibita, strabuzzò gli occhi e mi disse:
- Gianni? Ma sei deficiente? IL BIOLOGO MARINO SEI TU!!!!
Il mondo mi crollò addosso. Rosso in viso per la vergogna ritornai al telefono riprendo la conversazione:
- Ehm...salve...il biologo marino sarei io...
Maronnnnna...Che figura che ho fatto. Io sapevo di essere Biologo, ma marino no. Solo perchè mi sono messo a studiare due cozze."
Grazie Gianni!!! Se tu non esistessi dovremmo inventarti!!! Mi raccomando non arrabbiarti 06 June news
A Belgirate (Verbania), sul lago Maggiore il Movimento nazionale socialista dei lavoratori Nsab-Mins, dichiaratamente neonazista, ha ottenuto, dopo il voto alle amministrative, ben quattro consiglieri: Osvaldo Carmellino, Alice Siragusa, Antonio Ferdinando Palillo e Massimo Torrioni. Sono stati sufficienti 23 voti (in paese hanno votato in 287) per conseguire un risultato che desta grande preoccupazione. Il Movimento, razzista e antisemita, si ispira all'ideologia di Hitler. Il suo leader afferma che l'Olocausto non si è mai verificato, che i campi di sterminio sono una leggenda nata dopo il 1948 e che le vittime ebree "sono solo presunte". Il sindaco uscente, Giorgio Pollini, si è riconfermato con il 92% dei voti. A lui Anne's Door ha inviato in omaggio una copia del saggio di Roberto Malini "Le 100 Anne Frank", con l'invito a leggerlo e soprattutto a consigliarne la lettura ai quattro neonazisti che siederanno nel suo consiglio. La dedica recita le seguenti parole: "Al comune di Belgirate e agli uomini che rappresentano in consiglio i cittadini di una zona funestata dall'Olocausto, il Verbano, dove, fra il 15 e il 23 settembre 1943 le SS arrossarono le acque del Lago Maggiore con il sangue di oltre 50 innocenti, assassinati perché ebrei. Nessuno, neanche chi è accecato dall'odio razziale, può cancellare anche uno solo dei milioni di nomi di martiri della Shoah. Roberto Malini". 09 May bye bye christosbene ragazzi...anche questa è fatta...finalmente siamo riusciti a scappare dal pazzo trovando una nuova sistemazione. 3 piani sotto praticamente... |
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